ALAN SORRENTI: ARIA - LP ITALIAN PROGRESSIVE 1972
    19
  $   22

 


€ 19 Sold For
May 23, 2010 Sold Date
May 13, 2010 Start Date
€   8 Start price
4   Number Of Bids
  Italy Country Of Seller
eBay Auctioned at
 
save auction  

Description

ALAN SORRENTI: ARIA - LP ITALIAN PROGRESSIVE

Raro LP in vinile a 33 giri: Prima stampa italiana Harvest 3C 064 - 17836 - Anno 1972 – Genere Rock Progressive (e cantautorale) - Copertina doppia apribile - Copertina interna coi testi - Si garantisce la massima cura nella spedizione.

Copertina in buone condizioni (bordo laterale a parte, consumato soprattutto nella parte centrale). Un piccolo taglio, qualche pieghetta e una piccolissima abrasione nel lato posteriore.

Vinile: in quasi buone condizioni; sono presenti, tuttavia, svariati segni superficiali, alcuni dei quali più visibili e netti (d’altronde è un disco di poco meno di quarant’anni fa)

LISTA BRANI

LATO A

Aria [19:45]

LATO B

Vorrei incontrarti [4:56]

La mia mente [7:34]

Un fiume tranquillo [7:57]

Tutte le canzoni sono state composte da Alan Sorrenti e sono edite dalle Edizioni musicali Belriver

Aria è il primo disco di Alan Sorrenti, pubblicato nel 1972 dalla Harvest Records (distribuita in Italia dalla EMI Italiana). Rappresentò, secondo alcuni, il suo lavoro più riuscito, soprattutto grazie alla lunga suite omonima, che costituisce uno dei brani più intensi di tutto il progressive italiano. Il disco venne registrato negli studi Sonic di Roma, Europa Sonor di Parigi e S.E.E.D. di Vallauris (Nizza) e RCA di Roma; il tecnico del suono è stato Franco Patrignani. Sono presenti due ottimi jazzisti, Albert Prince al piano e tastiere e Jean Luc Ponty al violino (ospite solo nel primo brano), che impreziosiscono ancora di più il disco, caratterizzato da arrangiamenti molto curati dallo stesso Sorrenti con Albert Prince, mentre i produttori furono Corrado Bacchelli e Bruno Tibaldi. Il disco ebbe un buon successo e la voce di Alan Sorrenti, virtuosa come uno strumento, venne paragonata a Tim Buckley e a Peter Hammill. La copertina è di Umberto e Fiorella Tedesco. Da quest'album venne tratto il 45 giri Vorrei incontrarti/Un fiume tranquillo.

Musicisti]

Alan Sorrenti - voce, chitarra acustica

Antonio Esposito - batteria, percussioni

Vittorio Nazzaro - basso, chitarra acustica

Albert Prince - piano, organo

Tony Bonfils – contrabbasso

Jean Costa – trombone

Andrè Lajdli - tromba

Martin Paratore - chitarra acustica

Jean-Luc Ponty - violino (traccia 1)

Aria è un grandioso “classico” del progressive Italiano, con due lati molto diversi: la prima con il lungo brano omonimo, una suite eterea che comincia con la chitarra acustica e mette in evidenza la splendida voce di Alan, usata come strumento, esplodendo nel finale con l'indimenticabile assolo di violino di Jean Luc Ponty; la seconda facciata è più soft, con tre canzoni, due delle quali uscite anche su 45 giri: come “Vorrei Incontrati” che è particolarmente bella.

Ci sono artisti che nel corso della loro carriera segnarono una svolta nel proprio e nell'altrui percorso musicale, a volte anche involontariamente, anche se con una sola composizione frutto di un magico momento di ispirazione. Questo è quanto è successo ad Alan Sorrenti, nel lontano 1972, quando, circondatosi da alcuni ottimi strumentisti, ha sfornato il disco che segnò l'esordio della propria carriera solista. Dimenticando l'immagine che oggi abbiamo del cantautore napoletano classe 1950 coi suoi singoli di maggior successo (per esempio "Figli delle Stelle"), questo "Aria" è un capitolo a sé stante, che sprofonda le sue radici nel rock progressivo, genere che ha dato grandi soddisfazioni in quegli anni, nella sperimentazione sonora e nell'utilizzo atipico della voce. La lunga suite iniziale, con i suoi quasi venti minuti, è uno dei momenti più alti di un movimento musicale che anche nel nostro paese ha avuto grandi esponenti: cambi di ritmo, sfuriate in pieno stile rock 'n' roll, atmosfere dilatate, divagazioni strumentali e liriche visionarie. Il brano che da nome al disco resta uno dei momenti più alti del progressive italiano. Jean Luc Ponty, violinista jazz già alla corte di Frank Zappa e della Mahavishnu Orchestra e Tony Esposito, a fianco di un numero smisurato di artisti italiani, stendono un ammaliante e a volte contorto tappeto musicale che fa da supporto alla voce del giovane Sorrenti, modulata a tal punto da ricordare in alcuni passaggi i virtuosismi di Peter Hammill (Van der Graaf Generator). Si passa così alla tranquilla "Vorrei incontrarti", decisamente più accessibile (almeno a primo impatto) ma non per questo banale. Una delicata ballata, con voce e chitarre acustiche in evidenza. "La mia mente", trascinata dal basso di Vittorio Nazzarro ed enfatizzata dal mellotron di Albert Prince, rapisce grazie alla cantilena iniziale e al testo decadente ("...la mia mente è piena / piena di cose / piena di viti, cacciaviti e chiodi..."). Si conclude con "Un fiume tranquillo", vero e proprio manifesto del pensiero dell'epoca ("... ed il sasso che trovi per terra / quel sasso ti ama..."), in cui la tromba di Andrè Lajdi accompagna il cantato nell'episodio più intimo del disco. Sorrenti ci riproverà l'anno seguente con il discreto "Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto", riuscendo solo in parte a riproporre tutta l'originalità del primo lavoro. "Aria" non è un disco facile anzi, necessita di tutta l'attenzione e numerosi ascolti per poter essere compreso appieno, soprattutto per quanto riguarda la lunga suite d'apertura.


price rating