CHRISTY - DEEP DOWN morricone film DIABOLIK OST 45 giri rpm 7' inch
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Description
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CHRISTY
amore amore amore amore / deep down
ost / motion picture soundtrack
Disco singolo 45 giri 7" , 1968, Parade , PRC 5052 , ITALIA, first pressing
BUONISSIME CONDIZIONI, vinyl vg++ , cover ex-
LATO A
AMORE AMORE AMORE AMORE (Sordi - Piccioni)
Colonna sonora / OST del film "Un italiano in america" ( AN ITALIAN IN AMERICA ) di e con Alberto Sordi
Musica di Piero Piccioni
Orchestra e coro diretti da BRUNO NICCOLAI
Canta : CHRISTY
LATO B
DEEP DOWN (Sordi - Piccioni)
Colonna sonora / OST del film "Diabolik" ( aka DANGER : DIABOLIK ! ) di Mario Bava
Musica di ENNIO MORRICONE
Orchestra e coro diretti da BRUNO NICCOLAI
Canta : CHRISTY
cliccando l' immagine sottostante potete vedere il dettaglio del lato B del disco :
ficaclicca per ingrandire
Scorrendo insieme ai caleidoscopici titoli di testa, la languida, calibrata e possente voce di Christy interpreta la eccellente melodia psicopop a firma dell' immenso ed ubiquo Ennio Morricone, nel brano che apre il film cult di Mario Bava , una pregevolissima opera d'arte per troppo tempo tenuta in ostaggio e in naftalina dai perfidi ricatti e dalle vili minacce di estorsione che come sempre regolano il delicatissimo e infame equilibrio della paura nei meccanismi di abuso e nelle dinamiche di sfruttamento delle proprietà intellettuali e commerciali, proprio come succedeva una volta con gli schiavi africani e come avviene ancora oggi con la droga e la prostituzione.
Ennio Morricone provides one of his best scores, a highlight being the opening track ‘Deep Deep Down.’
I'm surprised to find I haven't recommended this song before. An enchanting piece of futuristic pop written by Ennio Morricone, this great tune was part of the score for the wonderfully stylish Mario Bava movie 'Danger: Diabolik'. Christy, who also sung on some Piero Piccioni scores, was (is?) a heartfelt 'belter', and here she sings the italian lyrics, which are peppered with English phrases, especially passionately. There is a cool echoey effect on her voice, giving the whole affair an other-worldly, underwater feel. Musically, it's a very catchy psych-pop track, with a twangy, rocky guitar. It's quite short, but extremely powerful.
- Interprete: Christy
- Etichetta: Parade
- Catalogo: PRC 5052
- Matrici: PRC 5052 A / PRC 5052 B
- Data Matrici : 10-1-68
- Supporto:vinile 45 giri
- Tipo audio: Mono
- Dimensioni: 17,5 cm.
- Facciate: 2
Un italiano in America è un film diretto da Alberto Sordi nel 1967.
Trama del film :
Giuseppe, addetto ad un distributore di benzina in Italia, viene chiamato a raggiungere il padre che vive negli Stati Uniti e che si rifà improvvisamente vivo dopo anni di silenzio. L'incontro avviene a New York, durante uno "show" televisivo: Giuseppe riabbraccia il genitore e riceve in dono diecimila dollari e una macchina lussuosa. Colmo d'entusiasmo s'appresta a cominciare una nuova vita, abbagliato dalle prospettive di guadagno che il padre gli fa balenare, spacciandosi come uomo d'affari. In realtà, è un uomo pieno di debiti contratti nelle case da gioco in cui è conosciuto con il nomignolo di Mandolino. I debiti vengono pagati con i diecimila dollari, l'auto e persino il biglietto di ritorno di Giuseppe, che viene inoltre coinvolto dal padre in una vendetta di giocatori dalla quale esce pesto e sanguinante. Raggiunta fortunosamente Memphis, dove Mandolino possiede una casetta, Giuseppe vi trova la cognata di suo padre, proprietaria di un "drug store" e di un distributore di benzina: rassegnato ritorna al suo vecchio mestiere, mentre il padre finisce in prigione.
REGIA: Alberto Sordi
SCENEGGIATURA: Alberto Sordi, Rodolfo Sonego
ATTORI: Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Bill Dana, Franco Valobra, Lou Perry, Gray Frederickson, Valentino Macchi, Alice Conden, Bettina Brenna Ruoli ed Interpreti
FOTOGRAFIA: Benito Frattari
MONTAGGIO: Antonietta Zita
MUSICHE: Piero Piccioni
PRODUZIONE: EURO INTERNATIONAL FILM
DISTRIBUZIONE: EURO INTERNATIONAL FILM - CREAZIONI HOME VIDEO
PAESE: Italia 1967
GENERE: Commedia
DURATA: 109 Min
FORMATO: Colore TECHNISCOPE TECHNICOLOR
Diabolik è un film del 1968, diretto da Mario Bava.
È ispirato all'omonimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani e riprende le situazioni di alcuni episodi della serie a fumetti, in particolare quelli intitolati Lotta disperata, L'ombra della notte e Sepolto vivo!.
È considerato uno dei migliori film pop degli anni sessanta, un misto di pop art, optical art, psichedelia e futurismo, ed ha influenzato film come CQ, diretto da Roman Coppola nel 2001. Coppola ha infatti dichiarato che il film di Bava gli è servito per dare il "mood audiovisivo" al suo lungometraggioMatrimonio d'amore tra lo straordinario talento visionario di Mario Bava e l'estetica fumettosa un po' minimal degli storici albi delle sorelle Giussani. A riprova che il genio di Bava sopravvive in qualsivoglia genere o territorio filmico. Notevolissimo lavoro di regia, fotografia, scenografia, costumi ed effetti speciali. Ne viene fuori una divertentissima orgia glamour in bello stile: tubi che sparano fumi colorati, rifugi e alcove scolpite nelle rocce, futuribili aggeggi alla 007, lettoni ricoperti di banconote e sballosi momenti di psichedelia pura. Diabolik ha le sopracciglia e il ghigno beffardo di tale John Philip Law. Eva è la conturbante e biondissima Marisa Mell, (s)vestita con due stracci per tutto il film. Nel cast anche due giganti come Michel Piccoli (Ginko) e il grandissimo Adolfo Celi (Valmont). Menzione speciale per i roteanti e coloratissimi titoli di testa sulle sensuali note di Ennio Morricone. All'insegna della extravaganza più totale, tra scene sub-acquee e spericolati inseguimenti, c'è pure spazio per una strepitoso sberleffo contro lo stato esoso. Roba che in questo periodo va parecchio di moda. Divertissement di gran classe. Stilish, charming, flamboyant (come dicono i trailer a stelle e strisce).
DIABOLIK
IT-FR 1968 di Mario Bava con John Phillip Law, Michel Piccoli, Marisa Mell, Adolfo Celi, Claudio Gora, Therry-Thomas (Thomas Terry Hoar-Stevens), Caterina Boratto, Carlo Croccolo, Francesco Mulè, Tiberio Mitri.
L’ispettore Ginko vuole a tutti i costi agganciare le manette ai polsi di Diabolik, astuto ladro mascherato che invece, grazie al provvidenziale aiuto dell’adorata e fedelissima moglie Eva Kant, ogni volta gli scappa. Attesa trasposizione cinematografica del fumetto, popolare ma corrivo, creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani (miscuglio di atmosfere e personaggi di tante saghe-feuilleton create a cavallo dei due secoli: da Fantomas all’Arsenio Lupin di Maurice LeBlanc ispiratore anche di un celebre cartone animato giapponese), considerata “uno dei più stupidi film degli anni Sessanta” dal sempre troppo impulsivo e intellettualoide Tullio Kezich e invece apprezzata dai Cahiers du Cinéma: Bava, resosi conto della puerilità dell’intreccio e dei personaggi, sembra abbandonare il noir da fotoromanzo delle tavole disegnate (che, inevitabilmente, rendono il tutto ripetitivo e pedante) e, instancabile innovatore di forme e stili, si dedica febbrilmente alla sperimentazione sulla fotografia e il colore (proprio mentre le Giussani avevano insistito sul contrasto manicheo fra i bianchi e i neri), tanto quanto Ennio Morricone azzarda nuovi linguaggi pop nella notevole colonna sonora. Al solito, non c’è mai presunzione né seriosità nell’approccio di Bava, ma una sorta di calcolata improvvisazione e di (auto)parodia che finisce per divertire un mondo: si veda la scena in cui Diabolik ed Eva fanno l’amore in mezzo alle banconote rubate in un letto circolare girevole. Così come il grandioso cast (Law unico escluso, purtroppo) ha proprio l’aria di sbizzarrirsi a suo piacimento. POL 105’ * *
Roberto Donati
Titolo Originale: DIABOLIK
Regia: Mario Bava
Interpreti: John Phillip Law, Marisa Mell, Michel Piccoli, Adolfo Celi, Claudio Gora, Mario Donen, Renzo Palmer, Caterina Boratto, Lucia Modugno, Annie Gorassini
Durata: h 1.39Nazionalità: Italia, Francia 1968
Genere: azione
Al cinema nel Settembre 1968
Trama del film Diabolik
Il super-ladro Diabolik tiene in scacco le forze di polizia dell'intera nazione, minando allo stesso tempo la credibilità delle istituzioni. Per riuscire ad acciuffarlo, l'ispettore Ginko, suo acerrimo nemico, stringe un patto con un trafficante di droga.
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