GRAND FUNK RAILROAD Mark , Don & Mel 1969-71 2 LP 1972
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Description
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PREMESSA: LA SUPERIORITA' DELLA MUSICA SU VINILE E' ANCOR OGGI SANCITA, NOTORIA ED EVIDENTE. NON TANTO DA UN PUNTO DI VISTA DI RESA, QUALITA' E PULIZIA DEL SUONO, TANTOMENO DA QUELLO DEL RIMPIANTO RETROSPETTIVO E NOSTALGICO , MA SOPRATTUTTO DA QUELLO PIU' PALPABILE ED INOPPUGNABILE DELL' ESSENZA, DELL' ANIMA E DELLA SUBLIMAZIONE CREATIVA. IL DISCO IN VINILE HA PULSAZIONE ARTISTICA, PASSIONE ARMONICA E SPLENDORE GRAFICO , E' PIACEVOLE DA OSSERVARE E DA TENERE IN MANO, RISPLENDE, PROFUMA E VIBRA DI VITA, DI EMOZIONE E DI SENSIBILITA'. E' TUTTO QUELLO CHE NON E' E NON POTRA' MAI ESSERE IL CD, CHE AL CONTRARIO E' SOLO UN OGGETTO MERAMENTE COMMERCIALE, POVERO, ARIDO, CINICO, STERILE ED ORWELLIANO, UNA DEGENERAZIONE INDUSTRIALE SCHIZOFRENICA E NECROFILA, LA DESOLANTE SOLUZIONE FINALE DELL' AVIDITA' DEL MERCATO E DELL' ARROGANZA DEI DISCOGRAFICI .
GRAND FUNK RAILROAD
Mark , Don & Mel 1969 - 71
Disco Doppio 2 LP 33 giri , Capitol records, SABB - 11042 , 1972 , usa
si tratta di una compilation del 1972 contenente i migliori successi del gruppo
ECCELLENTI CONDIZIONI, both vinyl ex++/NM , cover ex++, comprende il poster allegato / attached poster including.
Players
- Mark Farner - vocals, guitar
- Don Brewer - drums, vocals
- Mel Schacher - bass
Catalogo: SABB 11042
- Supporto:vinile 33 giri
- Tipo audio: stereo
- Dimensioni: 30 cm.
- Facciate: 4
- Copertina apribile/gatefold, including poster
TRACK LIST
Time Machine 3:40
Into The Sun 6:25
Heartbreaker 6:30
Feelin' Alright 4:25
Footstompin' Music 3:45
Paranoid 7:35
Loneliness 8:30
Are You Ready 3:34
Mean Mistreater 4:40
T.N.U.C. 11:45
Inside Looking Out 9:29
Closer To Home (I'm Your Captain) 9:58
I Grand Funk Railroad sono un complesso musicale statunitense, per la precisione un terzetto fine anni sessanta - anni settanta (l'ultimo disco della prima formazione è uscito nel 1976) molto in auge nel paese d'origine in quegli anni (soprattutto alla radio), fautori di un Rock a tratti marcatamente hard.
Originari di Flint, seconda città del Michigan, il trio inanellò una serie incredibile di successi a cavallo del 1969 e il 1974 vendendo fino a 20 milioni di copie dei loro l.p. Il produttore Terry Knight, ex d.j. radiofonico di una radio di Detroit, li conobbe ancora molto giovani proprio mentre presentavano un loro demo presso la radio in cui lavorava. Intuendo immediatamente le potenzialità del gruppo,li mise sotto contratto (col tempo i tre poi si accorsero di aver firmato un contratto-capestro), imbastì per loro una campagna promozionale senza precedenti nella storia del music-businnes americano ed arrivò a tappezzare la Times Square di New York, un po' il cuore commerciale del mondo, di enormi manifesti con i volti del ragazzi del trio.
La loro produzione è importante poiché rappresentano un rock statunitense in difficoltà in quei tempi di fronte allo strapotere delle band inglesi (Rolling Stones, Led Zeppelin, Deep Purple, Uriah Heep, etc).
I componenti, seppur non eccellendo singolarmente, sono comunque un ottimo gruppo ed hanno in Mark Farner (cantante, chitarrista e autore della maggior parte della loro produzione artistica, insieme a Brewer) il loro leader, soprattutto per la sua voce tra le più belle dello scenario rock di tutti i tempi.
Con il disco We're An American Band, e l'aggiunta ufficiale del quarto elemento alle tastiere (Craig Frost), la band raggiunge ormai il pieno successo commerciale, ma allo stesso tempo conosce un lento declino d'ispirazione per lasciar posto ad una vena artistica sempre più rivolta agli ascolti. Il loro ultimo album Good singing good playing del '76, famoso per l'assolo di Frank Zappa in Out to get you, tra l'altro anche loro produttore, segna la fine di un gruppo ricordato più per rappresentazioni di canzoni di altri autori alle radio dell'epoca (The locomotion o Loneliness) che per i loro meriti effettivi, o per aver dato le basi ad altri gruppi rock USA (Aerosmith, Bruce Springsteen,...) per la scalata contro la corazzata delle band inglesi.
Dopo lo scioglimento della band nel 1976, il gruppo venne riformato una prima volta nel 1981, con modifiche nella sua composizione, per produrre due nuovi album. Dopo altri anni di inattività artistica la ripresa avvenne nel 1997.
Terry Knight è morto l'1 novembre 2004 all 'età di 61 anni. Dopo aver perso i GFR, aveva provato, nel 1971, a rilanciare le sue convinzioni sull'heavy-rock con i Bloodrock , un sestetto texano con cui pubblicherà sei album ma senza particolari fortune se non un 40° posto nelle hits con il singolo “D.O.A.”. Fonderà poi una sua etichetta, la Brown Bag Records per cui incisero Mom's Apple Pie, John Hambrick, Wild Cherry e Faith anch'essi senza riscontro commerciale che indurranno Terry a lasciare lo stardome e rifugiarsi nella cocaina; sarà poi ucciso da un killer nel suo appartamento in Texas, sembra appunto per motivi legati alla droga . Verrà comunque ricordato nello show- businnes americano come uno dei più spregiudicati e talentuosi managers seppure altamente dispotici e controversi.
Grand Funk Railroad è stata una delle band più infaticabili, oneste e di successo di fine anni '60, inizio anni '70. La sola cosa alla quale i Grand Funk Railroad non pensarono, fu un proprio supporto critico. Fortunatamente per loro, non ebbero bisogno dell'approvazione critica per sopravvivere nei pensieri di coloro che più importavano - i fans; ma non andava sempre così.
La storia dei Grand Funk Railroad può essere tracciata tornando alle umili origini di un gruppo, Terry Knight and the Pack, a Flint, Michigan. Terry Knight (vero nome: Richard Terrance Knapp) fu uno dei più popolari Dj's notturni di Detroit. Dopo aver lavorato per alcune stazioni radio locali, Terry si addentrò nel mondo affaristico musicale; chiese ad un gruppo locale, chiamato The Jazz Masters, di cambiare nome, anche se i componenti erano ben più maturi di lui e poi si propose come nuovo membro. Il gruppo accettò e si diede il nome di The Pack, con Terry a guidare il tutto come cantante. I Pack erano formati da Don Brewer (batteria), Curt Johnson (chitarra) e Herm Jackson (basso). Terry Knight and the Pack si presero circa un anno per crearsi un seguito nutrito, quasi comparabile con le più grandi stelle del Michigan dell'epoca, Mitch Ryder e Bob Seger. Curt Johnson fu licenziato e Mark Farmer lo rimpiazzò alla chitarra.
La carriera discografica di Terry Knight and the Pack ebbe un inizio faticoso, all'inizio del 1965, con il singolo per la A&M Records "You lie", che però non fu mai pubblicato. Più tardi, in quello stesso anno, uscirono due singoli: "The tears keep rolling" (per la Wingate Records) e il loro primo singolo per la Cameo-Parkway, distribuito dall'etichetta Lucky Eleven, "I've been told". Nel febbraio 1966, il gruppo entrò nella Top 10 di Detroit con "Better man than I". I due 45 giri successivi furono una cover dei Rolling Stones, "Lady Jane" e un brano di Terry, "A change on the way", entrambi un insuccesso. La loro esplosione arrivò quell'estate, quando registrarono "(I) Who have nothing", che raggiunse un rispettabilissimo 46° posto nella classifica nazionale.
Tra la fine del 1966 e l'inizio del 1967, il successo di "(I) Who have nothing" provocò una serie di uscite per la Lucky Eleven: un album omonimo e i singoli "This precious love"/"Love Love Love Love Love" e "One monkey don't stop no show". L'insuccesso del singolo a proprio nome di Terry Knight, "Lizabeth peach" e del secondo album dei Pack, "Reflections" (entrambi su Cameo-Parkway), diede il colpo di grazia finale al gruppo. Dopo il grande successo dei Grand Funk Railroad, alcune delle migliori registrazioni di Terry Knight and the Pack furono raccolte in un doppio album della Abkco del 1972, "Mark, Don e Terry - 1966/67".
I Pack firmarono con questo nome per la Capitol nell'aprile del 1968 e pubblicarono il loro unico singolo, una cover della "Fire" di Jimi Hendrix, reintitolata "Next to your fire". I Pack cambiarono ancora nome e diventarono The Fabulous Pack e subito dopo, pubblicarono i singoli "I've got news" e "Widetrackin'", su Lucky Eleven. Con una mossa finale, Bob Caldwell fu rimpiazzato da Craig Frost alle tastiere, ma per i Fabulous Pack i tempi si fecero difficili e il gruppo si sciolse alla fine del 1968. Il successo dei Grand Funk Railroad fece pubblicare alla Lucky Eleven un singolo accreditato a Mark Farmer, "Down in the valley", una tra le cose migliori del materiale Farmer/Brewer. Nel frattempo, Terry Knight pubblicò "Come home baby", per la Cameo-Parkway, oltre a tre singoli per la Capitol: "Lullaby", "St. Paul" (entrambi del 1969), e "I'll keep waiting" (del 1970, scritto con Mark Farmer). Negli anni successivi, Terry fu alla testa della Brown Bag Records, la propria compagnia manageriale. Nello stesso tempo, le vicende furono mature per il passo successivo della carriera di Terry.
Dopo il loro singolo per la Lucky Eleven Records, Mark Farmer e Don Brewer vollero formare una band che esprimesse più potenza con una vera anima. Reclutarono Mel Schacher al basso e come loro prima esperienza, registrarono una versione di un classico di ? and the Mysterians, "96 tears". Il nome The Pack aveva fatto il proprio tempo, anche alla luce delle altre band potenti dell'epoca, a cominciare dagli Iron Butterfly. Come risultato, il simbolo del Michigan, Grand Trunk Railroad, fu modificato e nacque il nuovo nome del gruppo, Grand Funk Railroad.
La band in quel momento aveva tutto, tranne un contratto discografico e un manager. Quello fu il momento in cui Terry Knight tornò sulla scena: Terry cacciò 500 dollari per registrare un demo. Questo demo, a cui si aggiunse la potentissima performance all'Atlanta Pop Festival il 4 luglio 1969, fruttò un contratto presso la Capitol Records e il reclutamento di Terry Knight come loro manager.
La potenza e la libertà di stile dei Grand Funk Railroad, fu subito evidente con il loro primo LP, "On time", uscito nell'autunno del 1969. Il seguito di pubblico crebbe molto lentamente, come dimostrò il singolo "Time machine", salito fino alla posizione numero 48. L'album andò molto bene, spinto dal propellente delle radio FM, raggiungendo il numero 27 e spianando la strada al loro primo disco d'oro, raggiunto con il secondo lavoro, "Grand Funk", un grande passo avanti nello sviluppo del loro stile basato sull'heavy blues. Uscito nel gennaio del 1970, "Grand Funk" produsse un altro singolo da classifica - i sei minuti e mezzo di "Heartbreaker", che fecero schizzare l'album al numero 11 posizione e guadagnando al gruppo un altro disco d'oro. Anche un altro singolo, "Inside looking out" (una cover degli Animals), diventò un successo da FM.
Il ruolino di marcia dei concerti dei Grand Funk Railroad, fu febbrile, ma portò un gran successo, con date da tutto easurito che diventarono la norma. Nondimeno, Grand Funk (come erano popolarmente conosciuti) ebbero il tempo di registrare un altro album, "Closer to home", pubblicato nel luglio del 1970. Questo disco d'oro si piazzò al sesto posto appena uscito e la title-track, uscita come singolo, arrivò al 22°. Gli arrangiamenti orchestrali di "Closer to home", indicarono una grande maturità e abilità nella scrittura delle canzoni, restando un punto fermo per le radio FM da quel momento. Prima che l'appassionato riuscisse a fruire a fondo di "Closer to home", uscì un album dal vivo, dal semplice titolo di "Live album", pubblicato alla fine del 1970. Una versione live di una canzone blues guidata dalle tastiere, "Mean mistreater", fu l'unico singolo tratto dal disco e si piazzò al 47° posto nelle classifiche. Ancora una volta, l'album si comportò meglio, raggiungendo la quinta posizione all'inizio del 1971.
I Grand Funk erano così popolari in quel periodo, che ebbero continuamente dei dischi nelle classifiche. "Survival" continuò le serie di dischi dorati da prime dieci posizioni, riprendendo una canzone rifatta da molti, un classico dei Traffic, "Feelin' alright", come primo singolo. La versione troppo carica della canzone, non permise al singolo di andare oltre la posizione numero 51, ma i Grand Funk giocarono un'altra carta, con una cover di "Gimme shelter" dei Rolling Stones, che arrivò al numero 61 durante l'estate del 1971. Sfruttando il periodo prolifico, i Grand Funk pubblicarono il loro album successivo, "E pluribus Funk". L'attrattiva per gli acquirenti dell'album, fu la copertina rotonda, in forma di moneta. Naturalmente, il disco diventò d'oro e produsse un successo da singolo con "Foot-stompin' music". "E pluribus Funk" arrivò al 5° posto all'inizio del 1972, mentre "Foot-stompin' music" raggiunse un ragguardevole numero 29.
Poco resta da dire sul fatto che i Grand Funk furono in tour per quasi tutto quel tempo. In seguito il gruppo pensò di rimpiazzare il manager Terry Knight, quale risultato di continui litigi durante il 1972 e il 1973. Anche se le cose cambiarono in questo senso, la band ebbe la fortuna di non veder scemare il proprio entusiasmo e la propria popolarità. Durante quella pausa, la Capitol pubblicò una doppia antologia intitolata "Mark Don & Mel", nella primavera del 1972, fino a quando il groviglio legale fu risolto. Il periodo di riposo portò il gruppo verso un ripensamento della propria direzione. Uno dei membri fondatori dei Fabulous Pack, Craig Frost, fu aggiunto alle tastiere, per riempire la trama complessa del suono. Il primo contributo di Frost si può ascoltare sul singolo "Rock'n'roll soul", che precedette l'album "Phoenix" nell'autunno del 1972. Il futuro luminoso del gruppo si vide nel raggiungimento del 29° posto per il singolo e nel 7° posto per l'album, che diventò d'oro.
Il successo hard di "We're an american band" precedette l'album dal titolo omonimo, che rimase per una settimana al primo posto della classifica. L'album collezionò anche due settimane al secondo posto e produsse il successo di "Walk like a man" (numero 19). Come regalo per tutti i dischi d'oro che questo album e i suoi predecessori vinsero, la versione dorata dei vinili dell'album e del singolo "We're an american band", furono disponibili nel 1973. Il successivo passo della loro carriera fu una cover di Little Eva, "The locomotion". Todd Rundgren, talent-scout della Capitol, ascoltò la versione live di "The locomotion" ad un concerto alla Carnegie Hall e portò a termine la produzione del singolo dei Grand Funk che precedette l'uscita dell'album "Shinin' on", nel marzo del 1974. "The locomotion" diventò singolo d'oro e rimase per due settimane al numero uno. "Shinin' on" arrivò al quinto posto e guadagnò il disco d'oro, mentre l'omonimo singolo fu un altro successo da undicesima posizione.
Un'altra cover guidò l'uscita di "All the girls in the world beware!!", il loro ultimo disco d'oro: "Some kind of wonderful", un successo della fine degli anni '60 di The Soul Brothers Six e per Fantastic Johnny C. La versione dei Grand Funk surclassò entrambe, arrivando al terzo posto all'inizio del 1975. La potenza di "Some kind of wonderful" e il 4° posto del successivo "Bad time", produssero un cambiamento nel pubblico della band, che si orientò principalmente sui singoli. Seguirono due album per la Capitol: un doppio live intitolato "Caught in the act" e "Born to die", del 1976. Con la MCA i Grand Funk realizzarono un album prodotto da Frank Zappa, "Good singin', good playin'", estate del 1976, ma la band si sciolse subito dopo, quando il pubblico cominciò a seguire altri gruppi nascenti. Subito dopo lo scioglimento del gruppo, la Capitol pubblicò "Grand Funk hits", nel novembre del 1976, antologia che includeva tutti i successi da "Rock'n'roll soul" in poi. Pur ricordando lo scioglimento del gruppo, "Grand Funk hits" rimase uno dei punti fermi del catalogo di vendita per gli anni a venire. Brewer, Frost, e Schacher formarono i Flint, coi quali registrarono un album per la Columbia nel 1978 prima di sciogliersi. Mark Farmer formò la Mark Farmer Band, con la quale pubblicò due album tra il 1977 e il 1978.
Nel 1981 i Grand Funk si riunirono per registrare "Queen Bee", il loro contributo alla colonna sonora del film d'animazione "Heavy Metal". Un contratto con la Asylum - con distribuzione Full Moon Records - produsse due album: "Grand Funk lives" (1981) e "What's Funk?" (1982). I Grand Funk si resero conto che il loro tempo era passato e si sciolsero con buona pace di tutti.
I Grand Funk Railroad hanno dimostrato che con la perseveranza e il talento cristallino, un gruppo può sopravvivere al di là al gradimento dei fans, incurante di ciò che gli altri potrebbero dire sulla qualità della loro musica. Ciò che è più importante, è che la loro musica è ancora qui e che la grande maggioranza dei critici che li stroncarono nel passato non ci sono più e questo è meglio dell'oro.
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