LED ZEPPELIN houses of the holy 1* Press very rareProg
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Description
vedi le mie altre inserzioni led zeppelin-pink floyd-rolling stones
LEDZEPPELIN
HOUSES OF THE HOLY
RARISSIMO!!!!!
MADE IN ITALY 1973
SENZA PREZZO DI RISERVA!!!!
ATLANTIC RECORDS No: W 50014 COPERTINA APRIBILE INNER SLEEVE CON TESTI! EXTRA PLASTIC COVER
UN CAPOLAVORO ASSOLUTO DEL ROCK!
UN DISCO CHE VIENE COLLEZIONATO DA CHIUNQUE RICERCA COSE IN VINILE! TRA I PIU` BEI DISCHI CHE ABBIA MAI ASCOLTATO SENZA NESSUN DUBBIO!
Di sicuro ci troviamo ad un punto nella carriera dei Led Zeppelin in cui comincia ad emergere lo straordinario talento di John Paul Jones, fino a quel momento del tutto eclissato dagli altri tre. Lo si può anche considerare come un significativo riepilogo dei molteplici percorsi musicali iniziati dal gruppo nei primi anni di attività (forse non casualmente, a questo album seguiranno il film e il doppio album live intitolati The Song Remains the Same, che ripercorre l'intera storia del gruppo). Tutto il periodo del 1972 fu molto prolifico per i Led Zeppelin: le sessions filarono via tranquille, c'era molto materiale su cui lavorare (alcune cose scartate finirono su Physical Graffiti e Coda) e i pezzi, grazie allo studio mobile dei Rolling Stones e al tecnico del suono Ed Kramer presero una propria forma molto velocemente. I ritardi sulla pubblicazione furono dovuti ai soliti problemi di missaggio (Ed Kramer per risolvere le controversie portò i nastri all'Electric Lady Studios di New York, gli studi di Jimi Hendrix) e alla grafica di copertina, ancora una volta senza alcun richiamo al gruppo o al titolo dell'album (anche se questa volta la casa editrice era riuscita ad ottenere delle fascette esplicative da applicare esternamente). Houses of the Holy, come accennato, apporta elementi inediti al sound della band (compaiono sintetizzatori e si sperimentano nuovi generi), ed è il disco più allegro e solare dei Led Zeppelin, anche perché essi stavano passando un periodo molto felice (No Quarter però è più buia e misteriosa rispetto al resto del disco).
La copertina dell'album è considerata tra le più belle della storia del rock (è arrivata al 50º posto nella classifica delle 100 migliori cover di sempre della rivista Rolling Stone), ed è ispirata al romanzo Le guide del tramonto (Childhood's End, 1952) di Arthur Charles Clarke. Fu scelto lo studio Hipgnosis (celebre per le copertine dei Pink Floyd realizzate da Storm Thorgerson). Il grafico Aubrey Powell mise insieme un fotomontaggio surreale immortalando su pellicola due bambini tra le pietre del Selciato del gigante in Irlanda. Poi passò il tutto all'aerografo, moltiplicando il numero dei soggetti sulla copertina: 6 sul recto, 5 sul verso.
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