Maroccolo Gianni Y. Klein Sonata per soli bassi 7" lathe cut lim. 9 es LAST COPY
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Feb 18, 2022 Sold Date
Jan 29, 2021 Start Date
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Description

ULTIMA COPIA IN VENDITA (direttamente da uno degli artisti) n. 7
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MAROCCOLO GIANNI - YVES KLEIN
SONATA PER SOLI BASSI SATURI LIBERAMENTE ISPIRATA ALLA SYMPHONIE MONOTONE 
Lathe Cut (taglio al tornio) 7" single sided realizzato da Toni e Sarah Contiero per la Bubutz Records in sole 9 copie numerate riservate agli artisti
7" single sided mounted on wooden base silkscrened Multicovers on wood, plastic, papers, hand painted, originally signed by all the artists Realizzato per la Performance L'Altra Metà del Cielo
ideata da Diego Repetto in occasione di Arte Fiera - Bologna gennaio 2020

Y.K.

L’altra metà del cielo

 

 

“Y.K. L’altra metà del cielo” è un rituale, un evento celebrativo, una camera immersiva, un’opera che si esprime  attraverso i diversi linguaggi dell’arte.

Attraverso una lettura del genio di Yves Klein, Yves Le Monochrome, che trovò la sua massima espressione artistica nel colore blu, l’installazione artistica immersiva ideata dall’architetto e artista Diego Repetto con la sonorizzazione del compositore e musicista poliedrico Gianni Maroccolo è un omaggio all’artista francese prematuramente scomparso nel 1962 all’età di 34 anni.

Prendendo spunto dall’esposizione “Le Vide” (Il Vuoto) del 28 aprile 1958, si ricrea uno spazio concettuale in cui il visitatore si immerge nel vuoto.

Al centro dello spazio si trova un piedistallo rivestito di tessuto bianco (a memoria dell’architettura pneumatica cara a Yves Klein) che sorregge un’urna cineraria trasparente, creata appositamente per l’installazione dalla Matthews International S.p.A.

L’urna contiene circa 2,5 Kg di pigmento blu oltremare in polvere a rappresentazione delle ceneri di Yves Le Monochrome. Uno studio del Dipartimento di Antropologia dell’Università della Florida (USA), definisce che  un uomo adulto cremato produce in ceneri circa il 3,5% del suo peso.

Oltre all’elemento scultoreo, l’installazione è costituita da un’opera di animazione video dal titolo “L'altra metà del cielo” in cui Yves Klein dopo essere “saltato nel vuoto” vola nel cielo blu diventando il cielo stesso, catturando il blu assoluto nell’altra metà del cielo.

L’opera di animazione video, realizzata dal Creative Lab milanese Qubla, attraverso un linguaggio artistico basato sulla creazione e riproduzione di immagini in movimento, anima il Salto nel vuoto del pittore francese.

Ad accompagnare il visitatore in questo percorso alla scoperta del mondo di Yves Klein, il musicista Gianni Maroccolo crea una sonata per soli bassi saturi liberamente ispirata alla Symphonie Monotone di Klein, generando una sonorizzazione che trasporta il pubblico nell’essenza del blu.

Il blu è stato nominato a fine 2019 dal Pantone Color Institute come colore dell'anno 2020.

Laurie Pressman, vice presidente dell’International Sellers of Color, all'Associated Press ha dichiarato che il colore blu offre stabilità e connessione, trasmettendo una presenza rassicurante e creando una sensazione di grande spazio e fiducia nel futuro.

Yves Klein, sia quando progettò la mostra dedicata al Vuoto in cui intendeva “dipingere” di luci blu l’obelisco di Place de la Concorde, sia quando coprì donne, tele e spugne del colore International Klein Blu, voleva avvicinare l’arte al cielo, recuperando attraverso il colore blu il rapporto tra arte e spiritualità.

 

 

 

 

L’espressione più perfetta del blu

 

 

Testo tratto da Weitemeier, H. (2019), Yves Klein 1928-1962 International Klein Blue, TASCHEN GmbH,(edizione italiana a cura di Mirta Cimmino).

Con i suoi Monocromi, Klein aveva stabilito l’effetto visivo dei pigmenti puri. Restava tuttavia uno spinoso problema: quando il pigmento secco veniva miscelato con un solvente diminuiva la sua brillantezza. Non era solo un problema prettamente tecnico, ma una vera e propria sfida concettuale. Raggiungere un effetto estetico era per Klein meno importante che trovare una corrispondenza tra colore e scala umana.

Prima dell’autunno del 1956, Klein aveva trovato quello che cercava: un blu oltremare intenso, luminoso, completamente avvolgente che definì “l’espressione più perfetta del blu”.

Nei primi mesi del 1958 in Klein si rafforzò la convinzione che l’idea di un’opera d’arte fosse più importante dell’opera stessa concreta e realizzata. Con grande attenzione e meticolosa determinazione cominciò così a programmare un evento che non era mai stato organizzato in nessun altro luogo. Intendeva mostrare il paradosso che tale spazio potesse essere completamente indipendente dal mondo degli oggetti ordinari e quotidiani. Come logica conseguenza dello sviluppo della sua arte, Klein decise di non esibire niente - almeno niente di immediatamente visibile o tangibile. La presentazione non sarebbe stata dedicata né a un’idea astratta, né a un oggetto concreto, bensì all’indéfinissable, l’arte indefinibile, come l’aveva definita Eugène Delavroix, o “immateriale”, per ricorrere al termine usato da Klein per descrivere l’aura sempre presente ma ineffabile di ogni capolavoro. L’evento, per il quale Klein scelse ancora una volta l’occasione pubblica offerta da una galleria d’arte, si sarebbe svolto nei limiti di tempo di un’esibizione. Klein sperava di poter condividere con gli ospiti il suo nuovo senso di libertà artistica universale e di perpetuarla in una celebrazione rituale.

L’esposizione, intitolata inizialmente “époque Pneumatique” (Epoca Pneumatica) ma diventata famosa come “Le Vide” (Il Vuoto), ebbe luogo il 28 aprile 1958 presso la Galerie Iris Clert di Parigi. Il rituale della serata, scrupolosamente organizzato con una notevole cura dei particolari, ha dato vita a molte leggende. La serata rappresentò veramente un tentativo di conquistare territori inesplorati per catturare il blu assoluto nello spazio vuoto - “l’altra metà del cielo”.

Con il “Salto nel vuoto”, sottotitolato “Uomo nello spazio! Il pittore dello spazio si lancia nel vuoto!”, Yves Klein mise in scena un ritratto del suo universo artistico. Questo fotomontaggio [N.d.R. il fotomontaggio originale], costruito su una fotografia scattata nel 1960 da Harry Shunk sulla Rue Gentil-Bernard nel sobborgo parigino Fontenay-aux-Roses, divenne rapidamente l’immagine emblematica dell’arte della metà del XX secolo.

Tre anni prima, nel 1957, era stato lanciato in orbita lo Sputnik I, il primo satellite con equipaggio umano a circumnavigare la terra. Il viaggio nello spazio aveva sconfitto in modo spettacolare la forza di gravità e per molti ciò rappresentava una liberazione dall’inesorabile destino terreno dell’uomo. In questo contesto, l’immagine di Klein che ritrae un uomo che sta per lanciarsi in un temerario salto nell’aria, apparentemente suicida - immagine realizzata l’anno precedente al primo viaggio dell’uomo sulla Luna - acquisisce un significato visivo altamente evocativo. Il fotomontaggio “Uomo nello spazio” rievocava l’eterna aspirazione dell’uomo al volo e nel contempo rifletteva lo Zeitgeist [N.d.R. lo spirito del tempo] dell’arte contemporanea con la sua fede ottimistica nelle potenzialità del futuro.

L’autoritratto “Salto nel vuoto”, pubblicato più di cinquant’anni fa, aprì una nuova prospettiva nell’arte dell’immaginazione pura.

 

 

 

 

Y.K.: alcune citazioni

 

 

“Il pittore deve creare costantemente un solo unico capolavoro, se stesso”.

 

"Per me ogni sfumatura di colore è, in un certo senso, un individuo, una creatura vivente dello stesso tipo del colore primario, ma con un carattere e con un'anima sua propria. Ci sono molte sfumature - delicate, aggressive, sublimi, volgari, serene".

 

"Che cos'è il blu? Il blu è l'invisibile che diventa visibile".

 

"Ora voglio andare oltre l'arte - oltre la sensibilità - oltre la vita.

Voglio entrare nel vuoto. La mia vita dovrebbe essere come la mia sinfonia del 1949, una nota continua, liberata dall'inizio alla fine, legata ed eterna al tempo stesso perché essa non ha né inizio né fine.

Voglio morire e voglio che si dica di me: ha vissuto perciò vive".

 

 

 

 

Y.K.: la vita [in] breve

 

 

Yves Klein è un artista francese nato a Nizza nel 1928, dai pittori Fred Klein e Marie Raymond, e morto a soli 34 anni a Parigi nel 1962.

Uomo dalla personalità inquieta, attratto dal pensiero orientale e dalle teorie cosmogoniche, iniziò dipingendo pannelli monocromi e, verso il 1957, si concentrò all’uso del solo colore blu inventando l’International Klein Blu.

Nel 1958 tenne a Parigi una spettacolare e provocatoria esposizione (Le Vide) con muri assolutamente nudi e, tra il 1956 e il 1959, eseguì la monumentale decorazione per la facciata del teatro Gelsenkirchen.

Dalla collaborazione con l'architetto Werner Ruhnau elaborò la teoria dell'”Architettura aerea” e della “Terra a clima controllato”, che per sostenerle realizzò progetti sperimentali con coperture d'aria compressa che assicuravano la climatizzazione di grandi spazi naturali, letti d'aria, ecc.

Nel 1959 alla Sorbonne Université tenne una conferenza dal titolo “L'evolution de l'art vers l'immatériel”. Dopo il 1960, con i Nouveaux Realistes, partecipò a numerose esposizioni con le opere “Anthropométries”, “Cosmogonies”, “Peintures de feu” e i suoi “Reliefs planétaires”.

Fu anche autore della composizione “La Symphonie Monoton - Silence”, un’opera musicale composta da due parti: prima una sequenza continua di un singolo accordo, un Re maggiore ripetuto per venti minuti, poi un silenzio assoluto della stessa durata.

Inoltre Yves Klein fu un esperto judoka, infatti nei primi anni del 1950 al Kōdōkan Institute di Tokyo conquistò il quarto dan: l’arte marziale e la filosofia orientale del Judo influì molto nel suo linguaggio artistico.

Klein morì a Parigi di infarto nel 1962 a soli 34 anni di età, poco prima della nascita di suo figlio.

 

 

 

 

Diego Repetto

 

 

Diego Repetto è architetto, designer e artista. Prima al convegno internazionale De-sign Environment Landscape City a Genova nel 2017 poi alla Biennale di Venezia 2018 espone i nuovi concetti di Land Lighting e Quinto Paesaggio, identificando nuovi approcci tra arte e architettura in ambito paesaggistico.

Membro dell’Ideal Spaces Working Group con sede a Karlsruhe (Germania), è impegnato nella ricerca e creazione di nuovi paesaggi e nell’analisi delle percezioni dei potenziali stakeholder attraverso l’arte esperienziale.

Portano la sua firma alcune opere tra cui: l’opera d’arte immersiva site-specific “Inside the secret garden” per il festival 2019 RGB Light Experience di Roma, insieme al sound designer Enzo Cimino;  l’opera d’arte immersiva “Resized Volcano”, esposta al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano dal 24 al 31 marzo 2019 (4500 visitatori), opera patrocinata dall’European Cultural Centre, l’Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese (ANGI), l’Idela Spaces e il Laboratorio Internazionale di Ricerca sul Paesaggio (CIRIAF-SSTAM); il progetto di portata planetaria di Land Lighting “Vesuvius”, in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, il Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento e sull’Ambiente “Mauro Felli” (CIRIAF) di Perugia; l’installazione multisensoriale “La Vigna” nel cuore della Città di Alba CN, omaggio al paesaggio del vino di Langhe-Roero e Monferrato; il Parco memoriale dei caduti partigiani al Bricco di Neive (luogo della memoria e belvedere sul 50° sito iscritto alla World Heritage List dell'Unesco); il progetto dell’installazione artistica e innovativa “Christmas Flying Tree” per la Città di Torino, in collaborazione con l’Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese (ANGI), il Politecnico di Torino e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino.

Ha partecipato come relatore a vari convegni internazionali affrontando il tema del paesaggio, dell’architettura, del design e dell’arte. Inoltre ha scritto diversi saggi e articoli scientifici.

Nel settembre 2019 “AND - Rivista di architetture, città e architetti” gli dedica un articolo scritto a tre mani dagli architetti Alessandro Melis (curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2020 di Venezia e direttore del cluster for Sustainable Cities della University of Portsmouth),  Vincenzo Latina (Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2012 della Triennale di Milano e vincitore del Premio Architetto italiano 2015) e Davide Vargas (letterato-architetto conduce dal 2017 la rubrica “Narrazioni” sul quotidiano “La Repubblica Napoli”).

 

 

 

 

Gianni Maroccolo

 

 

Gianni Maroccolo (o Marok) è un musicista, produttore e scopritore di talenti indipendente italiano.

Musicalmente nasce a Firenze, dove negli anni ’80 fonda i Litfiba, nei quali militerà fino al 1990.

In quegli anni intraprende anche gli studi di contrabbasso, fonologia e musica elettronica e compone colonne sonore per teatro e cinema. La carriera di produttore artistico lo porta a collaborare con band come CCCP, Timoria e Marlene Kuntz, e con artisti come Franco Battiato, Jovanotti e Carmen Consoli.

Nel 1993 fonda i C.S.I. – Consorzio Suonatori Indipendenti. Il gruppo raggiunge il vertice delle classifiche nel 1997, pur senza abbandonare la sperimentazione che lo contraddistingue.

Nel 2000 il percorso dei C.S.I. s’interrompe e Maroccolo si dedica alla composizione del primo di quattro album dei PGR – Per Grazia Ricevuta, con alcuni protagonisti dei C.S.I. Pubblica l’album solista A.C.A.U. La nostra meraviglia, un piccolo gioiello di musica minimal-pop con alcune fra le più belle voci italiane. Alla fine del 2004 si unisce ai Marlene Kuntz, per due album, un tour e un DVD.

Ha collaborato con il produttore britannico Howie B nell’ensemble Beautiful, e realizzato una sonorizzazione per Masbedo (anteprima mondiale alla Biennale di Venezia 2009).

Nel 2009 ha fondato Al Kemi Lab assieme a Toni Verona, un laboratorio che si occupa di edizioni a tiratura limitata di opere legate a musica e altre forme artistiche.

Nel 2012 torna sul palco con i Litfiba dopo oltre ventidue anni. Il successo delle date determina la decisione della band di suonare anche in altre città italiane nel 2013. Il mini-tour si conclude dopo ben diciassette “tutto esaurito”. Un album live è stato pubblicato a marzo 2013.

Parallelamente al tour, Gianni compone vdb23 insieme a Claudio Rocchi. Nello stesso anno esce per Arcana la sua biografia vdb23, Storie di un suonatore indipendente, che racconta trent’anni di storia e musica attraverso fotografie, racconti e interventi di amici e musicisti. I C.S.I. si riuniscono (con Angela Baraldi alla voce) per un tour, e parallelamente Gianni realizza colonne sonore assieme al produttore Vittorio Cosma, riportando sul palco Eneide, uno dei primi spettacoli teatrali sonorizzati dai Litfiba.

Nel 2012 si è unito al collettivo Deproducers ideato da Vittorio Cosma, assieme a Max Casacci (Subsonica)

e Riccardo Sinigallia. Lo scopo del gruppo è realizzare musica per conferenze scientifiche. DNA (2019) è il terzo capitolo del loro percorso di ricerca.

Nel 2017 pubblica l’album dal vivo Nulla è andato perso, tratto dal tour di vdb23 dell’anno precedente.

La pubblicazione segna il passaggio a una dimensione più intimista: Gianni Maroccolo intende dedicarsi in futuro soprattutto a progetti solisti e spingere la musica oltre i suoi standard, già altissimi.

Alla fine del 2018 viene pubblicato il primo volume del suo nuovo progetto Alone, una collana di album a capitoli semestrali, senza una fine prestabilita.

Nel 2020 realizza in occasione di Arte Fiera una sonorizzazione ispirata a una composizione di Yves Klein.

Nel corso della sua lunghissima carriera, Gianni Maroccolo ha collaborato con numerosi artisti internazionali: tra questi si ricordano Goran Bregovic, Robert Wyatt, Hector Zazou.

 

 

 

 

Crediti

 

 

Idea e progetto di: Diego Repetto

 

Musica (sonata per soli bassi saturi liberamente ispirata alla Symphonie Monotone di Klein): Gianni Maroccolo

- Lathe Cut - Esemplare Unico e edizione di 9 copie numerate - Bubutz Records

 

Animazione video e grafica editoriale: QUBLA Creative Lab Milano (www.qubla.net)

 

Realizzazione prototipo urna cineraria e sponsor tecnico: Matthews International S.p.A. con sede a Colorno PR (www.caggiati.it)

 

Consulenza tecnica: Pompe Funebri Calosso Sas Di Grosso Pier Domenico & Matteo con sede a Saluzzo CN (www.onoranzefunebricalosso.it)

 

Consulenza colore: dott.ssa Eugenia Marzetti di Foligno PG

 

Supporto scientifico: Laboratorio Internazionale di Ricerca sul Paesaggio (CIRIAF-SSTAM) dell’Università degli Studi di Perugia

 

Sede evento e supporto tecnico audio-video e allestitimento: Spazio Altrove di Bologna

 

Organizzazione evento: Marsala District di Bologna


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