SCORPYO - Destinazione Infinito / Visioni 7" ITALY PROG/PSYCH 1977 Near Mint
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Apr 14, 2014 Sold Date
Apr 4, 2014 Start Date
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Description

SCORPYO - DESTINAZIONE INFINITO/VISIONI

UNO DEI 45 GIRI ITALIANI PIU' RICERCATI DA SEMPRE!
Vedi recensione sotto.

LABEL:  RADIO (IT)
ANNO: 1977
CAT: RRS 2075
CONDITIONS (COVER/VINYL): NM/NM

 






“Destinazione Infinito”/”Visioni” è il primo e unico vinile degli Skorpyo pubblicato nel 1977 dall’etichetta Radio Records e catalogato col n° RRS 2075.
Secondo il “Record Collector’s Vault” per portarsi a casa un esemplare neppure Mint, ci vogliono almeno 250 euro, il che lo renderebbe uno dei singoli più rari e ricercati sul mercato nazionale, in buona compagnia con quello dei Lydia e gli Hellua Xenium “Guai a voi”/“Invocazione”, edito nel 1973 dalla Rusty Records (cat. n° RR204 distribuzione Eco-Ares, Verona).

Date le scarsissime informazioni su questi due monoliti del collezionismo italiano, non pochi appassionati di Prog vorrebbero saperne di più e per questo tenteremo di ricomporne la storia.

Innanzitutto, è quasi assoldato che le due bands, Lydia e Skorpyo, fossero collegate tra di loro, visto che ebbero in comune gli autori di tutti i loro brani: Fernando "Nando" Lattuada e Rinaldo Prandoni detto “Complex”.
Lattuada musicò il “Mare nel cassetto” a Sanremo ’61 anche se egli stesso definì quell'episodio "incidentale" nella sua carriera. Rinaldo Prandoni era invece un cantautore e chitarrista milanese che nel 1973 fondò insieme ai novaresi Claudio “Klaus” Tiscione (basso) e Walter Commizzoli (batteria) il trio “In tre sulla strada”.
Tiscione aveva trascorso il periodo Beat con I Pipistrelli e I Cuori di Pietra mentre Comizzoli era negli Angel Faces. Entrambi confluirono poi nella Electric Blues Band che oltre ad autoprodursi in studio diverso materiale, si esibì come spalla delle Orme.
Poco dopo, mutato il nome in “In tre sulla strada”, il terzetto venne scritturato nel 1973 dalla Radio Records (distribuzione Ariston) e incise il suo unico album a matrice cantautorale che però non ebbe sufficiente riscontro di vendite. Contrariamente a quanto affermato da alcune fonti, i tre non ebbero alcuna attività dal vivo e non fecero mai da supporter ai New Trolls.
Sciolto il trio, Commizzoli e Tiscione rimasero alla Radio Records come turnisti fissi suonando per diversi artisti quali Marcella Bella (solo Tiscione) e per il cantautore Christian.
Dal canto suo, Prandoni adottò lo pseudonimo di “Complex” e collaborò come autore con svariati musicisti di chiara fama tra cui Nada, Dalida e, cosa più interessante per la nostra storia, con alcune bands sommerse del Pop italiano: gli Juniors di Gianni Pettenati, i misterosi Vocals che facevano covers dei Deep purple e dei Fleetwood Mac e, guarda caso, con Lydia e gli Hellua Xenium.
 
Su questo ultimo gruppo e i loro due singoli del ’73 e del ’74, girano molte più leggende che verità. Sicuramente però occorre ammettere che il loro sound fosse piuttosto avanti coi tempi sia per impostazione che per impatto sonoro.

“Invocazione” (1973) per esempio, è un heavy rock sostenuto da incalzante drumming in stile psichedelico (si immagini “Set the control...” dei Pink Floyd) che si dimezza dopo un grintoso riff di chitarra durante il successivo cantato e ricompare violentemente nella piena orchestra finale.
I testi dal sapore mistico e underground contengono riferimenti millenaristici piuttosto evidenti e probabilmente è per questo che il disco verrà citato nel recente libro “Pop Italiano di ispirazione Cristiana” della Rugginenti Editore.
Nondimeno, il clima dark e pesante richiama decisamente alcune cose degli Antonius Rex (cori gotici e parti d’organo), al punto da far supporre che Lydia potesse essere addirittura Doris Norton. L’ipotesi potrebbe avere una sua attendibilità in certe assonanze timbriche tra le due interpreti o perchè, come dice qualcuno, Lydia e Doris appartenevano alla stessa discografica. Non a torto però, c’è chi fa notare che nel 1973 gli Antonius Rex non erano ancora in forza alla Radio Records e comunque, provvederà lo stesso Antonio Bartoccetti a smentire categoricamente qualunque forma di collaborazione.

Sta di fatto che dopo lo scioglimento dei Lydia e gli Hellua Xenium nel 1974, il binomio “Lattuada-Complex” riappare nuovamente tre anni dopo nell’unico disco degli Skorpyo “Destinazione Infinito” / ”Visioni”: stessi autori, stesso sound, stessa mistica, stesso anonimato.
“Visioni” è un rock dal sapore decisamente underground in cui una convulsa base ritmica fa da supporto ad un organo in stile Alluminogeni e una non meglio identificata voce sopranile che a questo punto potrebbe essere Lydia, la Norton o chissà chi. Un brano tutt’altro che memorabile comunque.

Molto meglio strutturata e decisamente notevole è invece “Destinazione Infinito”: un prog-rock molto pesante caratterizzato da diversi stacchi che dividono alternativamente una strofa dal sapore acido e cadenzato da un’inciso liquido e visionario. Ci sono si riferimenti al Kraut, ma complessivamente il brano vive di vita propria possedendo una sua aprezzabile originalità.
Qui le voci sono due, una maschile e una femminile che finiscono per mescolarsi generando un sound particolare asessuato ed inquietante.
Un brano che insomma, si distacca completamente dal panorama dell’epoca e il cui particolare approccio gotico gli conferisce, al di là delle venditeche furono pressoché inesistenti, un notevole valore aggiunto


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