Tito Schipa Jr Orfeo 9 Doppio LP Cetra LPD 1002 1979 RENATO ZERO bertè DE PISCOP
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Description
Le immagini che vedete nella foto sono state riprese da internet
Tito Schipa Jr Orfeo 9 Doppio LP Cetra LPD 1002 1979 RENATO ZERO bertè DE PISCOPO CONTI
il vinile è NUOVO mai ascoltato, mai messo sopra un giradischi
la copertina è quasi COME NUOVA, senza segni di penna,
solo leggerissimi segni del tempo, tenuto sempre in scaffale da collezionista
La foto mostra
il disco 1 (lato A e lato B)
il disco 2 (lato A e lato B)
la copertina esterna aperta
la copertina interna aperta
Vinile con etichette giallo ocra, è la versione più collezionata poichè nella foto di copertina c’è Tito Schipa Jr. (Orfeo), assieme a Renato Zero nei panni del venditore di felicità.
La seconda pagina contiene i crediti del disco.
Nella terza pagina ci sono molte fotografie scattate durante le riprese del film e simpaticamente commentate da Tito.
La quarta pagina ha le note biografiche e le foto di alcuni interpreti dell’opera (Zero, Bertè, Nevola, Ullu, Piacente e Rocchetti), oltre a quelle del direttore e arrangiatore Bill Conti e dell’autore Tito Schipa Jr.
Da notare che in copertina, oltre al nome dei due artisti, è citato anche quello di Bill Conti.
NB - all'interno non c'è il foglietto dei testi
TracklistDISCO 1- ATTO PRIMO
LATO A
A1 Tre Note (Ouverture)
A2 Invito
A3 L'Alba
A4 Vieni Sole
A5 Il Risveglio Di Orfeo
LATO B
B1 Pane Pane
B2 La Città Sognata
B3 La Ragazza Che Non Volta Il Viso
B4 Eccotela Qui
B5 Senti Orfeo
B6 Venditore Di Felicità
Lead Vocals – Loredana Bertè, Santino Rocchetti
B7 Senti Orfeo (Ripresa)
DISCO 2 - ATTO SECONDO
LATO A
C1 Ciao
C2 Per La Strada
C3 Seguici
C4 Venditore Di Felicità (Ripresa)
C5 La Chiromante
C6 Eccoti Alla Fine (Tema Delle Stelle)
C7 Eccotela Qui (Ripresa)
LATO B
D1 La Bomba A
D2 Da Te Per Te
D3 La Città Fatta A Inferno
D4 Una Vecchia Favola
D5 La Ragazza Che Non Volta Il Viso (Ritorno Ad Un Sogno-Ripresa)
D6 Eccoti Alla Fine (Ripresa)
ARTISTI E INTERPRETI
Acoustic Guitar – Mario Fales
Acoustic Guitar, Electric Guitar – Andrea Sacchi
Acoustic Guitar, Electric Guitar [12 Strings] – Massimo Verardi
Bass – Bruno Crovetto
Drums, Timpani – Tullio De Piscopo
Electric Guitar – Sergio Farina
Keyboards, Moog, Conductor – Bill Conti
Organ, Sitar – Joel Van Droogenbroeck
Percussion – Pasquale Liguori
Piano, Keyboards [Vcs 3], Percussion, Vocals – Tito Schipa Jr.
Backing Vocals –
Ann Collin, Danilo Moroni, Dino Comolli, Giovanni Ullu, Gisella Fusi, Mara Marzarotto
Vocals –
Chrystel Dane, Edoardo Nevola, Loredana Bertè, Marco Piacente, Monica Miguel, Penny Brown, Renato Zero, Roberto Bonanni, Ronnie Jones, Santino Rocchetti
Photography By –
Fabio Simion, Franca De Bartolomeis, Pietro Pascuttini
Tecnici del suono –
Plinio Chiesa, Claudio Russo
Recordisti -
Giancarlo Jametti, IvanoCasoni
Transfert –
Franco Brambilla
Produzione-
Tito Schipa Jr., Bill Conti, Mucilky, Gargaloni
Tito Schipa jr è il figlio del celebre tenore leccese Raffaele Attilio Amedeo Schipa detto “Tito” e dell’attrice Diana Prandi.
Tito Luigi Giovanni Michelangelo Schipa, meglio noto come “Tito Schipa junior” nasce a Lisbona nel 1946.
La sua infanzia è piuttosto movimentata: trascorre un primo periodo negli States, poi ad Alessandria (Piemonte) e a nove anni si stabilisce definitivamente a Roma.
A vent'anni inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come assistente alla regia per due musicarelli di Lina Wertmuller e intanto, presenta le serate al mitico Piper Club, allora crocevia tra beats e borghesia progressista.
E sarà proprio al Piper che il 17 maggio del 1967 Tito Schipa Jr rappresenterà la sua prima opera beat intitolata “Then an alley”, portata in scena da un gruppo di attori e musicisti tra cui la cantante Penny Brown, il complesso resident del locale The Pipers e ottenuta assemblando tra loro 18 brani di Bob Dylan.
Esaurita questa prima esperienza, il nostro continua a lavorare a Cinecittà come assistente regista fino a che nel 1969, inizia a cimentarsi con la stesura di un’opera rock: “Orfeo 9” .
Pur non essendo il primo lavoro del genere su scala mondiale come vorrebbero alcuni, essa entrerà comunque a pieno titolo tra gli apripista in buona compagnia con “Hair” di Rado, Ragni e MacDermot (1967), la brasiliana “Roda Viva” di Chico Buarque (1967), “The Story of Simon Simopath” dei Nirvana (1967), “S.F. Sorrow” di Phil May dei Preety Things (1968) “Tommy” degli Who (disco: 1969, teatro:1970) e “Jesus Christ Superstar” di Webber & Rice (1970 su disco, 1971 in teatro).
Il lavoro si completa nel gennaio 1970 quando la pièce viene rappresentata per sette sere al Teatro Sistina di Roma ottenendo un riscontro tale da diventare in capo a tre anni doppio album e un film per la RAI che venne programmato nel 1975 – a tarda ora e sul “secondo canale” - per problemi di censura.
La trama, scritta di getto dal solo Tito Jr è una sorta di modernizzazione del mito di Orfeo il quale, anziché calarsi negli inferi per riprendersi Euridice, deve sottrarla al tunnel della droga.
Se però le prime rappresentazioni annoverarono nel cast artisti praticamente sconosciuti (fatta eccezione per il “sostegno” alla regia della popolare coppia d’autori Garinei e Giovannini), nella trasposizione su disco e nel film compariranno non solo alcuni personaggi destinati ad entrare nella storia del rock, ma anche alcune figure già note nel mondo del progressive italiano.
Ad esempio nei panni dello spacciatore si incontra un giovanissimo Renato Zero che aveva preso il posto dell’attore teatrale Simon Cattin. Tra i narratori, oltre alla già nota Penny Brown, c’è Loredana Bertè, mentre sparsi nel cast fanno capolino il futuro dj-cantante Ronnie Jones, Santino Rocchetti (che da quattro anni aveva abbandonato il complesso dei “Rokketti” che includeva i futuri “Seconda Genesi” Alberto Rocchetti e Giambattista Bonavera), il leader dei Brainticket Joel Van Droogenbroeck e il futuro compositore di "Rocky", Bill Conti.
Invece, tra i musicisti della scena prog segnaliamo: Tullio de Piscopo (futuro “NT Atomic System”) e Andrea Sacchi (già chitarrista degli "Alluminogeni”).
Probabilmente, avrebbe dovuto essere della partita anche Roby Facchinetti dei Pooh, ma la leggenda vuole che declinò l’invito perchè troppo impegnato con il suo gruppo.
E' assoldato invece che una collaborazione fu chiesta anche agli Osanna, ma essendo d'accordo praticamente il solo Vairetti, anche loro restarono a casa propria.
Sull’onda del successo teatrale, il disco (uscito come doppio Lp) fu registrato per quanto riguarda le parti orchestrali a Milano tra l’autunno 1971 e l’estate del 72 presso gli studi della Fonit Cetra, mentre quelle vocali vennero incise a Roma allo “Studio 38”, sempre nello stesso periodo.
L’album ebbe diverse emissioni, ma la prima in particolare passò alla storia per il primissimo piano dello Schipa Jr. con gli occhi chiusi, ma con le palpebre truccate a mo’ che sembrassero aperti.
Musicalmente l’album riflesse la stessa straordinaria emotività della pièce giostrandosi stili diversi a seconda delle ambientazioni: dal prog rock introduttivo all’heavy freak di “Vieni sole” (palese tributo a Hair), sino alla drammatica “Venditore di felicità”. Il tutto, condito da forti tinte underground che pur risentendo molto dello spirito acquariano, furono comunque perfettamente contestualizzate nel loro tempo storico. In questo senso, Tito Schpa Jr compose davvero a livelli davvero molto alti.
Un gioiello della musica italiana dunque, la cui forte attinenza con la propria realtà lo renderà tuttavia presto datato. Solo formalmente però: considerate le vendite nel tempo, il mito di Orfeo 9 continua a resistere ancora oggi